L’omocodia è il caso in cui due persone, per via di dati anagrafici coincidenti, otterrebbero lo stesso codice fiscale. L’Agenzia delle Entrate lo risolve modificando il codice di una delle due: alcune cifre vengono sostituite da lettere. Il codice risultante è perfettamente valido, ma non è quello che un calcolatore restituisce partendo dai dati anagrafici. Ed è qui che nascono i problemi nelle anagrafiche e nelle ricerche PEC.
In breve:
- Un codice fiscale con lettere al posto di cifre nelle posizioni numeriche non è un errore: è un codice omocodico
- Il codice giusto è quello attribuito dall’Agenzia delle Entrate, non quello calcolato
- Nelle anagrafiche, un codice “ricalcolato” al posto di quello vero porta a ricerche a vuoto o, peggio, al soggetto sbagliato
Perché succede
Il codice fiscale delle persone fisiche ha 16 caratteri. I primi 15 derivano da cognome, nome, data di nascita, sesso e luogo di nascita; il sedicesimo è un carattere di controllo. Se due persone hanno gli stessi dati di partenza, l’algoritmo produce lo stesso codice.
Le situazioni in cui capita più spesso:
- nomi e cognomi molto diffusi con stessa data e stesso comune di nascita
- nati all’estero: al posto del comune c’è il codice dello Stato, che raggruppa milioni di persone
- date di nascita convenzionali, come il 1° gennaio, usate quando la data esatta non è registrata nel Paese d’origine
Come si riconosce un codice omocodico
Nel codice fiscale ci sono sette posizioni numeriche: le due cifre dell’anno di nascita, le due del giorno e le tre del codice del luogo di nascita. Per differenziare i casi di omocodia, l’Agenzia sostituisce una o più di queste cifre, partendo da destra, con una lettera secondo una tabella fissa (0 diventa L, 1 diventa M, 2 diventa N e così via) e ricalcola il carattere di controllo.
Il segnale pratico è quindi una lettera dove ti aspetteresti un numero. Un codice così passa i controlli formali e va trattato come qualsiasi altro: non va “corretto” rimettendo le cifre.
Un consiglio: se nel tuo gestionale c’è una procedura che “valida” i codici fiscali ricalcolandoli dai dati anagrafici, controlla come tratta i codici omocodici. Una validazione troppo rigida li scarta come errati o, peggio, li sostituisce con quello calcolato.
Perché fa fallire le ricerche PEC
I registri — INI-PEC compreso — conoscono il codice fiscale effettivamente attribuito. Se nella tua anagrafica c’è il codice calcolato al posto di quello omocodico, la ricerca non trova niente. E il rischio non è solo il “non trovato”: il codice calcolato potrebbe appartenere all’altra persona, quella che ha conservato il codice originario. In quel caso troveresti una PEC, ma del soggetto sbagliato.
Il problema riguarda soprattutto chi lavora con persone fisiche: titolari di imprese individuali e professionisti iscritti agli albi, identificati dal codice fiscale personale.
Come gestirla nelle anagrafiche
- Prendi il codice dal documento, non dal calcolo: tessera sanitaria, certificato di attribuzione, visura. Mai ricostruirlo dai dati anagrafici
- Verifica i casi dubbi con il servizio di verifica del codice fiscale dell’Agenzia delle Entrate, che riconosce i codici effettivamente attribuiti
- Segnala, non correggere: un record con un codice sospetto va marcato per una verifica manuale, non modificato in automatico
- Attenzione ai cambi: se un cliente o fornitore comunica un nuovo codice fiscale per omocodia, aggiorna tutti i riferimenti e conserva traccia del precedente
La qualità dei codici di partenza è il punto da cui dipende ogni ricerca successiva: lo spieghiamo anche nella guida sulla verifica PEC per Partite IVA e Codici Fiscali.
E le società?
L’omocodia riguarda solo le persone fisiche. Le società hanno un codice fiscale numerico di 11 cifre, che di norma coincide con la Partita IVA, e non può avere omocodie. Con le società i problemi sono altri: duplicati in anagrafica o omonimie tra ragioni sociali.
Se devi cercare le PEC di un elenco di persone fisiche e imprese, con la ricerca PEC massiva ci invii il file con i codici così come li hai e lo ricevi completato con gli indirizzi trovati.
Domande frequenti
Un codice fiscale con lettere al posto dei numeri è sbagliato?
No, è probabilmente un codice omocodico attribuito dall’Agenzia delle Entrate. È valido a tutti gli effetti.
Chi risolve un caso di omocodia?
Solo l’Agenzia delle Entrate, che attribuisce il nuovo codice. L’interessato non può modificarlo da sé.
I calcolatori online di codice fiscale sono affidabili?
Calcolano il codice “teorico” dai dati anagrafici. Non sanno se a quella persona è stato attribuito un codice omocodico: per le anagrafiche usa sempre il codice risultante dai documenti.